Ho una macchia sul soffitto: è per forza il terrazzo di sopra?
No, ed è l’errore di partenza più comune. Le cause possibili sono almeno quattro: infiltrazione dall’esterno, condensa interstiziale, risalita capillare, perdita da un impianto annegato nel massetto. Il discriminante più affidabile è il rapporto con la pioggia: se la macchia compare o si allarga entro uno o tre giorni da una pioggia significativa e si asciuga nei periodi sereni, è quasi certamente un’infiltrazione. Se c’è sempre e peggiora con il freddo o a finestre chiuse, è probabilmente condensa.
La macchia è al centro della stanza: il difetto sarà al centro del terrazzo?
Raramente. L’acqua entra in un punto, poi corre orizzontalmente lungo l’interfaccia fra massetto e solaio o dentro le pignatte del laterocemento, e cade dove trova la prima discontinuità. Distanze di due o tre metri fra punto di ingresso e punto di uscita sono normali. È il motivo per cui la diagnosi non si fa dal basso ma salendo in copertura.
Il terrazzo sopra sembra integro. Può perdere comunque?
Sì, e succede continuamente. Un terrazzo pavimentato può avere un manto impermeabile sottostante completamente fallito senza che in superficie si veda nulla. I punti di ingresso più frequenti sono il perimetro, i risvolti sui muretti d’attico, la soglia della porta-finestra e i bocchettoni di scarico: tutti posti dove il pavimento non dice niente.
Servono strumenti particolari per la diagnosi?
Nella maggior parte dei casi bastano un’ispezione visiva accurata, la battitura del pavimento per individuare i distacchi e la verifica del deflusso agli scarichi. Dove il quadro resta ambiguo esistono strumenti che tolgono l’incertezza: igrometro per l’umidità del massetto, termografia a infrarossi per mappare l’acqua sotto la superficie, prova di allagamento controllato dove tecnicamente possibile. Non li proponiamo di default: sono prestazioni tecniche che si quotano a parte e hanno senso su lastrici estesi o in situazioni di contenzioso.
Bisogna per forza demolire?
No. La sovrapposizione su pavimento esistente è una soluzione tecnicamente corretta e frequente, a tre condizioni: il pavimento deve essere ben ancorato, non ci deve essere isolante saturo d’acqua sotto, e la quota della soglia deve consentire l’innalzamento del piano. Se queste condizioni non ci sono, sovrapporre significa sigillare l’umidità dentro il pacchetto e spingerla verso il basso, cioè verso casa vostra. Il modo per saperlo è aprire un saggio.
Quanto dura il cantiere?
Su un terrazzo residenziale di 30 mq si va indicativamente da due o tre giorni per una sovrapposizione a due o tre settimane per un rifacimento completo con nuovo massetto, perché fra le lavorazioni ci sono tempi di maturazione e asciugatura che non si possono comprimere. Il vincolo vero però è il meteo: le membrane richiedono supporto asciutto e temperature nei range dei produttori. Indichiamo sempre una durata in giorni lavorativi utili, non una data perentoria.
Posso restare in casa durante i lavori?
Nella grande maggioranza dei casi sì. Le lavorazioni sono all’esterno; gli aspetti che incidono sulla vita quotidiana sono il rumore delle demolizioni, l’occupazione temporanea di balconi o accessi e, in caso di posa a fiamma, la necessità di tenere le finestre chiuse in alcune fasi. Se ci sono persone particolarmente sensibili agli odori o problemi respiratori, ditecelo prima: influisce sulla scelta del sistema.
Cosa succede se piove a lavori iniziati?
Il cantiere si mette in sicurezza e si sospende. È la ragione per cui, quando si demolisce, non si apre mai più superficie di quella che si riesce a chiudere provvisoriamente in giornata. Chi apre tutto il terrazzo e poi spera nel meteo sta scaricando un rischio su di voi.
Il vecchio materiale dove va a finire?
A discarica autorizzata, con il formulario di identificazione dei rifiuti dove previsto. È una voce di costo reale che nel nostro preventivo compare separata, con la quantità stimata. Quando lo smaltimento non compare da nessuna parte in un preventivo, o è nascosto in un importo a corpo o sta per diventare un extra a lavori iniziati.
Che garanzia avete?
Garanzia scritta sulla posa, con durata definita nel preventivo in base al sistema impermeabile scelto e ai certificati dei materiali impiegati. È importante distinguerla dalla garanzia del produttore, che riguarda il materiale e non la posa: gli errori di applicazione, che sono la causa della grande maggioranza dei problemi, non sono coperti dalla garanzia del prodotto. Pretendete che la garanzia sulla posa sia scritta nel preventivo con durata e perimetro, da noi come da chiunque altro.
Se dopo il lavoro l’infiltrazione continua?
Si torna e si verifica, senza discussioni preliminari. Va però detta una cosa che genera molti fraintendimenti: dopo la riparazione la macchia può restare visibile per settimane, perché il solaio deve asciugare e l’acqua già presente nel massetto continua a migrare. Non è un segno che il lavoro non ha funzionato. Il criterio è se la macchia si ravviva dopo una nuova pioggia, non se è ancora lì.
Fate anche manutenzione programmata?
Sì, ed è l’investimento con il ritorno più alto in questo settore, anche se è quello di cui si parla meno. Pulire gli scarichi due volte l’anno e controllare i punti singolari ogni due o tre anni costa pochissimo e può allungare la vita di un manto di parecchi anni. Molte di queste operazioni potete farle da soli: nella guida sulla durata spieghiamo cosa guardare e quando.
Rilasciate certificazioni?
Rilasciamo dichiarazione di corretta posa con l’indicazione del sistema realizzato, schede tecniche e dichiarazioni di prestazione dei materiali impiegati, certificato di garanzia sulla posa e documentazione fotografica delle fasi che restano nascoste. Non rilasciamo attestazioni fiscali né certificazioni che non siano di nostra competenza.
Il sopralluogo si paga?
Sopralluogo e preventivo scritto a prezzo chiuso, senza impegno. Se dal sopralluogo emerge la necessità di indagini strumentali, quelle sono prestazioni tecniche che vengono quotate a parte e concordate prima di eseguirle.
Lavorate con i condomìni?
Sì. Per gli interventi su parti comuni prepariamo preventivi analitici con quantità e prezzi unitari, separando le voci che rientrano nella funzione di copertura da quelle di finitura: è la condizione perché la ripartizione fra uso esclusivo e condominio secondo l’art. 1126 c.c. sia leggibile. Su richiesta dell’amministratore partecipiamo all’assemblea per illustrare le lavorazioni.
Chiedete acconti?
Come ogni impresa che deve acquistare materiali prima di iniziare, sì: la struttura dei pagamenti viene concordata e scritta nel preventivo, tipicamente con un acconto all’ordine, uno o più stati di avanzamento e il saldo a fine lavori. Quello che conta è che sia tutto scritto prima. Diffidate di chi chiede il saldo completo in anticipo, e diffidate anche di chi non chiede nulla e poi sparisce.
Intervenite in tutta la provincia?
Su Bologna città e sulla prima cintura alle stesse condizioni; sul resto della Città metropolitana su valutazione, in base alla tipologia e alla dimensione del lavoro. Le tre fasce sono descritte nella pagina zone servite: preferiamo dichiararle piuttosto che scrivere “operiamo ovunque” e poi caricare la trasferta di nascosto sul prezzo.
Accettate pagamenti che permettano di detrarre?
Sì. Per accedere alle detrazioni il pagamento deve avvenire con bonifico parlante, che riporta la causale con il riferimento normativo, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA dell’impresa. È l’adempimento sbagliato più spesso, e non è quasi mai sanabile dopo: chiedete alla vostra banca il modulo corretto prima di pagare la prima fattura. Il quadro completo è nella pagina detrazioni fiscali.